2 agosto – Festa del perdono di Assisi

papa onorio III approva la regola di san Francesco (Giotto: basilica superiore-assisi)

 

Oggi, 2 agosto, la Chiesa celebra il “perdono di Assisi“.

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Il perdono di Assisi – 2 agosto

Anche quest’anno, come sempre, è possibile ricevere il Perdono di Assisi chiesto ed ottenuto da San Francesco per tutti i penitenti (personalmente o per i defunti), che dalla sera del 1 agosto alla mezzanotte del 2 si saranno recati in una chiesa parrocchiale o in una chiesa francescana ed avranno pregato per il Papa nonché confessati e comunicati ed aver recitato il Credo.

Per ulteriori informazioni vi rimando al mio post dello scorso anno.

Che cosa è l’indulgenza? dal Catechismo dell Chiesa Cattolica (catechismo adulti n.710) si legge:

I peccati non solo distruggono o feriscono la comunione con Dio, ma compromettono anche l’equilibrio interiore della persona e il suo ordinato rapporto con le creature. Per un risanamento totale, non occorrono solo il pentimento e la remissione delle colpe, ma anche una riparazione del disordine provocato, che di solito continua a sussistere. In questo impegno di purificazione il penitente non è isolato. Si trova inserito in un mistero di solidarietà, per cui la santità di Cristo e dei santi giova anche a lui. Dio gli comunica le grazie da altri meritate con l’immenso valore della loro esistenza, per rendere più rapida ed efficace la sua riparazione. La Chiesa ha sempre esortato i fedeli a offrire preghiere, opere buone e sofferenze come intercessione per i peccatori e suffragio per i defunti.
Nei primi secoli i Vescovi riducevano ai penitenti la durata e il rigore della penitenza pubblica per intercessione dei testimoni della fede sopravvissuti ai supplizi. Progressivamente è cresciuta la consapevolezza che il potere di legare e sciogliere, ricevuto dal Signore, include la facoltà di liberare i penitenti anche dei residui lasciati dai peccati già perdonati, applicando loro i meriti di Cristo e dei santi, in modo da ottenere la grazia di una fervente carità. I pastori concedono tale beneficio a chi ha le dovute disposizioni interiori e compie alcuni atti prescritti. Questo loro intervento nel cammino penitenziale è la concessione dell’indulgenza.