23 maggio 2008 – 16 anni dopo la strage di Capaci

23 maggio 2008 sotto l\'albero FalconeSono trascorsi 16 anni da quel pomeriggio del 23 maggio 1992.

Mia figlia aveva da poco compiuto i suoi primi 2 mesi di vita. A Palermo un pomeriggio primaverile, quasi estivo. La giornata pigramente si trascinava al suo chiudere quando un urlo straziante attraversa la città: HANNO UCCISO GIOVANNI FALCONE!

Così, 16 anni fa veniva ucciso, a Capaci, il giudice che più di tutti, insieme al suo eterno amico Paolo Borsellino, rappresentava la vera lotta dello Stato alla mafia.

Oggi, ci siamo ritrovati, sotto casa sua, in via Notarbartolo, a Palermo, intorno all’albero divenuto simbolo della lotta alla mafia, in diecimila persone per testimoniare che “le loro idee continuano a camminare sulle nostre gambe”.

Diecimila ragazzi provenienti da diverse parti d’Italia per testimoniare la loro solidarietà e per non dimenticare. Ho incontrato bambini di 10 – 12 anni che urlavano il loro no a tutte le mafie. Nuove generazioni che non hanno conosciuto la barbarie stragista, in cui siamo cresciuti noi, che diventano speranza per un’Italia più onesta e serena.

Mi chiedo però, dove erano le scuole di Palermo. Ne ho viste presenti, con i loro striscioni, soltanto alcune. A mio figlio più piccolo, di 11 anni, che frequenta la scuola media, gli insegnanti non hanno sentito il bisogno di ricordare il giorno che ha visto la morte di Falcone ma che ha segnato l’inizio della riscossa dalla mafia.

L’amara considerazione sgorga impetuosa:  il ruolo di un insegnante è solo quello di inculcare nozioni nella testa dei ragazzi e non invece anche quello di insegnare loro a essere cittadini onesti?

Ma il dibattito sul mondo della scuola sarebbe troppo vasto, critico e criticabile per affrontarlo in questo spazio.

Ricordo che l’anno dopo la strage di Capaci, noi popolo palermitano, scendemmo in piazza senza alcuna organizzazione, senza nessuna chiamata, solo perché sentivamo il bisogno di urlare che la mafia non ci rappresentava e che lo Stato, con i suoi uomini migliori in prima fila, era sostenuto dal nostro urlo. A quella manifestazione portai anche mia figlia di appena un anno.

Oggi sono stato nuovamente là, come tutti gli anni da 16 anni a questa parte. Una grande manifestazione, una bella festa, Jovanotti dal palco che cantava “non sono solo”, i diecimila ragazzi e non, a testimoniare ancora una volta che la logica della mafia non deve prevalere.

Se sarà possibile anche l’anno prossimo vorrei partecipare e mi piacerebbe vedere che i diecimila di oggi saranno divenuti 100.000.

Per chi non c’era ho pubblicato su Youtube alcuni video della manifestazione sotto l’albero Falcone. 1. 2. 3. (incluso anche il video di Jovanotti che canta “fango” durante la manifestazione)

AGGIORNAMENTO: ho messo alcune foto della manifestazione sul mio album on line.

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4 commenti su “23 maggio 2008 – 16 anni dopo la strage di Capaci

  1. Ciao…beh ti posso dire che non tutte le scuole di palermo non hanno partecipato…magari non erano presenti con striscioni e cose varie… ma ti posso assicurare che c’eravamo…e in molti…
    io sn un alunna del Pareto…e ieri alle 8 molti della mia scuola eravamo al porto x attendere le altre scuole…poi siamo stati fino alle 15.30 in aula bunker…e in fine eravamo al corteo…
    Per me è una soddisfazione poter dire: IO C’ERO!
    e sono fiera che la mia scuola ci abbia dato questa possibilità…
    io a luglio faccio 17 anni…non mi ricordo niente di quel giorno della strage…
    ma essere presente in qst manifestazione mi ha fatto venire i brividi…seriamente 🙂
    GIOVANNI E PAOLO PER SEMPRE NEI NOSTRI CUORI!

  2. Grazie Giorgia per la tua testimonianza. Tanti altri amici mi hanno detto di essere stati presenti in altri momenti della giornata.
    Mi auguro, comunque, che oltre il 23 maggio e il 19 luglio (data dell’eccidio del giudice Borsellino) la coscienza civile sia sempre ben sveglia, attenta e pronta ad indignarsi anche, ma direi soprattutto, per i piccoli soprusi da mentalità mafiosa che subiamo ogni giorno.
    Con l’augurio di una BUONA VITA ti esorto a non dimenticare mai il sacrificio fatto da questi uomini perché noi potessimo vivere in un mondo più giusto.

  3. ricordo che l’anno scorso ne parlavamo insieme, entrambi sconvolti dal fatto che molti nella nostra città non conoscono il valore di questa giornata. neanche quest’anno, purtroppo, ce l’ho fatta ad esserci. ho ricordato come ho potuto, però, perché l’importante è non dimenticare il loro sacrificio. forse è per questo che ogni volta quando vado al cimitero lascio un fiore sulla sua tomba, per ringraziare.
    ti abbraccio

    p.s. sì, mi laureo a luglio e non puoi immaginare quanto sia bello dirlo ad alta voce!

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